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C’è grossa crisi

Volevo dire al mondo al mondo e a tutti gli amici in ascolto che in queste ore drammatiche stanno passando tutti quanti una grossa crisi; c’è grossa crisi, c’è molto egoismo, c’è molta violenza; qua non sappiamo più quando stiamo andando su questa terra, qua non sappiamo più quando stiamo facendo: stai miagolando nel buio, vai a dentoni. Ti chiedi il come mai, ti chiedi il quasi quasi, dove nel mondo? chi?, come? perchè? quando? Dov’è la risposta? La risposta non la devi cercare fuori, la risposta è dentro di te, e però è sbagliata.   

E vabbè, io c’avrò anche grossa crisi, ma se voi state meglio di me alzate la mano.
E’ tempo di austerity, di recessione, di chiappe aperte e febbre (emorroidale) da attesa.
E’ tempo di tirare la cinghia, e anche i cordoni del sacco di Babbo Natale quest’anno si apriranno pochetto.
La tredicesima sarà più ricca, ma quel che la mano destra dà, la sinistra toglie a sganassoni.
Insomma, per non farmi trovare impreparata, io sto già sperimentando la frugalità nei modi e nelle abitudini, anche e soprattutto in cucina.

La ricetta della settimana è semplice ed economica. Ha un moderato valore nutritivo, un aspetto mediamente invitante e un gusto che può piacere o anche no, per non parlare della consistenza. Insomma, un piatto controverso che ha portato più e più persone alla dispepsia, alla prostrazione, al satanismo e/o a votare PDL.
Io, però, lo suggerisco senza indugi: il suo potere di scaldare pance ed animi è impagabile.
Quand’ero piccola, la mia mamma me lo preparava spesso.
Quando ho acquistato l’uso della ragione, me ne sono emancipata.
Ora (sarà che sto invecchiando, sarà che c’ho avuto l’influenza, sarà quel che sarà) lo sto riapprezzando.
E insomma, rullino i tamburi, trombino le squillo, ecco a voi:

IL SEMOLINO

zuppa

Ingredienti:
latte
semolino
sale

La preparazione è molto semplice, quasi elementare: si porti ad ebollizione del latte (un mezzo litro serve a produrre due porzioni), opportunamente salato.
Quando dal fondo inizieranno a salire delle piccole bolle (NO, non è un minipalombaro in esplorazione, NON lo state uccidendo, NON dovete svuotare tutto il pentolino nel lavabo per salvargli la vita), togliete il pentolino dal fuoco e versate a pioggia il semolino, mescolando energicamente con una frusta o un cucchiaio, fino a quando il composto non avrà ottenuto la consistenza desiderata.
Servite caldo, utilizzando le vostre migliori porcellane e a lume di candela, che fa un po’ “nobiltà decaduta”, ma che vi aiuterà un sacco a risparmiare sulla bolletta.

Varianti:
1. variante dolce: aggiungere al latte, oltre che il sale, anche dello zucchero, per una minestra più golosa.
2. variante gourmet: al termine della preparazione (non zuccherata) incorporare un cucchiaino di crema di tartufo: farete un figurone low cost.
3. variante salutista: adoperare del latte di soia anziché vaccino. Il vostro colon ringrazierà sentitamente.

P.s. Grazie a Corrando Guzzanti e a Quèlo. Per la citazione “rubata”, e non solo. Mi manchi. I love you.

 
10 commenti

Pubblicato da su 30 novembre 2011 in frugalità

 

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