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Un anno

convivenza

In principio fu il veneziano intellettualoide. Cinque anni intensi e difficili, e una rocambolesca conclusione da operetta da quattro soldi. Prima o poi ne scriverò. Alcuni passaggi meritano proprio.
Poi è arrivato l’amico consolatore, con cui stavo proprio bene. Abbiamo giocato a fare gli amanti per un po’, ma la mia ferita era ancora troppo fresca, e lui non ho capito cosa volesse. Ritorno di fiamma (breve) con l’ex. Col secondo siamo rimasti amici, com’era giusto che fosse.
Il terzo è stato il collega-chiodo-scaccia-chiodo. Tre mesi sospesi, e poi basta. Nulla in comune. Silenzio.
Il quarto: il giovane-vecchio. Attivo in politica (ovviamente a sinistra), aspetto classico e natura molto, molto passionale. Prima storia a distanza, divertente, finché è durata. Mi ha fatto imparare l’importanza del distacco, soprattutto emotivo.
Il quinto: il blogger. Sei mesi di scorribande su e giù per la pianura padana e un paio di viaggi in Europa, seguiti da una conclusione un po’ brusca. Discrepanza di intenti e sentimenti. Ma siamo stati abbastanza intelligenti da non farci troppo male.
A seguire, un’immensa e totalizzante tranvata, purtroppo solo virtuale. Lui, istrionico, coinvolgente, un’esplosione di energie. Grande feeling, promesse  di incontri seguite da tira e molla e gelosie a grande distanza, finché ci siamo mandati affanculo.
Il fresco separato: conosciuto durante una serata-concerto nel mio locale preferito grazie ad un astuto stratagemma. In realtà puntavo il suo amico, ma poi sono uscita con lui. Uomo in carriera, molto malinconico. Stavolta sono stata io, seconda la legge del contrappasso, il suo chiodo. Ora vive in Svizzera, credo.
Lo scrittore: evidentemente, a guardare film sul letto di un semisconosciuto, qualcosa poi ci scappa. Ci ho guadagnato due libri divertenti che non avrei altrimenti letto. E comunque no, non sto parlando di Grugef.
L’avvocato de Roma: frequentazione brevissima e immotivata, fino all’epifania finale “ma che cazzo ci faccio con questo qui???”. Mollato bruscamente, da stronza. Uff.
In qualcuno di quest momenti si intersecano anche l’uomo bistecca e il toscano camperista.
Una sera conosco l’allenatore bresciano: approccio molto diretto, in breve divento la sua concubina. Proprio quello che ci voleva per me, in quel momento. Divertente.
Segue il pordenonesedimmerda: di lui già sapete, mi sono innamorata in due nanosecondi, tanto l’impennata è stata improvvisa quanto la caduta rovinosissima.
E infine, a sorpresa, nel momento in cui non pensavo desideravo minimamente conoscere qualcuno, soprattutto perché pensavo di aver già incontrato, e perduto, l’Uomo Per Me, arriva lui, il FOC. Ho iniziato ad uscire con lui senza grandi convinzioni, ma ormai ho capito che se le cose devono andare vanno, è inutile opporre resistenza. Non siamo granché come festeggiatori di anniversari, non ci teniamo molto, ma oggi, per qualche ragione, è diverso. Perché oggi è un anno che viviamo assieme. Un anno da quando ho accettato un’altra persona nella mia dimora, dopo un equilibrio di circa otto anni vissuti in solitaria prima e con Sally poi, un anno trascorso a prenderci le misure e aggiustare il tiro, con molte soddisfazioni, un sacco di progetti, e anche qualche incomprensione e sfuriata. Non irrimediabili per fortuna.
Ho imparato un sacco in quest’anno, e ancora sto imparando: a conoscerlo, a conoscermi. A fidarmi, cosa non facile per me. A comunicare, possibilmente nel modo giusto. E a prendere le cose con leggerezza. Perché una risata può stemperare ogni tensione e dare una mano a risolvere tutto o quasi.
Un anno che mi fa sperare ce me saranno ancora molti altri, di anni di vita assieme.

Buon anno allora, e felice anno nuovo, mio inestimabile tesoro pi!

Piatto del giorno: moqueca. Proverò a cucinarla stasera, nella nuova pentola tajine acquistata ieri. Speriamo bene.

P.s. Il FOC si è premurato di cazziarmi perché non ho ancora terminato il racconto del giochino.Lo so, ha ragione, avete ragione. Ci sto lavorando, giuro, e spero di concluderlo in tempi decenti.

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Pubblicato da su 22 aprile 2013 in Uncategorized

 

Sfogo

Se potessi disporre di un gigantesco interruttore on/off onnicomprensivo, in questi giorni lo userei senza indugio: per spegnere me stessa, e anche il modo fuori.
Mi sento impotente, e inutile, anche se corro e mi scervello dalla mattina alla sera per trovare soluzioni; sono incazzata, e molto, con chi potrebbe – forse – fare qualcosa di più per sbrogliare la matassa e non muove, invece, un dito. Il sospetto è che, più di possibilità, si tratti di volontà, e la cosa mi rende furiosa ancor di più.
Mi sento sballottata dagli eventi, e il bello è che non sono nemmeno coinvolta in prima persona, da questi eventi. Responsabile sì, però: non in quanto causa ma nel ruolo di comparsa salvifica. Peccato che io la comparsa salvifica non la sappia fare, non ho studiato la parte, non ho seguito corsi accelerati di vita, non ho gli strumenti, mi mancano le basi! Nella migliore delle ipotesi riuscirò solo a raffazzonare una soluzione temporanea, e poi… e poi non ci voglio nemmeno pensare, al poi, se le cose non dovessero andare decentemente.
Io lo voglio, ‘sto cazzo di interruttore, lo voglio ora; voglio abbasso le saracinesche per un po’, ne ho BISOGNO. E magari anche una bacchetta magica, vorrei. O almeno una botta di culo.

 
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Pubblicato da su 9 gennaio 2013 in Uncategorized

 

Protetto: Post segretissimo ad uso e consumo di Grugef

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Pubblicato da su 18 novembre 2012 in Uncategorized

 

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Oggi i’ vorrei…

… scrivere un post fighissimo, tipo sul film Diaz che ho visto ieri sera, e che non mi ha lasciata dormire stanotte. E parlare del mio paese, delle cose strane che vi succedono, con la sconsolata rassegnazione di una madre dal figliuolo scapestrato che, scuotendo la testa, confida alle cognate che “accidenti, non cambierà mai”.

… scrivere un post sulle mie peripezie al lavoro, sulla partecipazione ad estenuanti giornate di sciopero e manifestazioni e presidi e assemblee. Attività che, peraltro, mi hanno fatto guadagnare una serie di prime pagine sui quotidiani locali e una presenza imperitura sul web.

… scrivere delle 10 cose che mi piacciono e delle 10 che non mi piacciono.
Ed è qui che sarebbe uscito tutto il mio spessore intellettuale, oh sì.

… scrivere degli scambi di figurine COOP, scendendo a ritroso fino ai bei tempi dell’infanzia e a quando guardavo quel coacervo di promiscuità incestuose che è Georgie.

… scrivere un post sugli hipster, sui lavori astrusi che vorrei fare e sulle vite che, esistesse la reincarnazione, sarei curiosa di vivere.

… scrivere della convivenza, del nuovo look della mia (e non solo ormai…) casetta, dell’approccio IKEA sì/IKEA no, delle vecchie abitudini da single (mie), delle vecchie abitudini da single (sue).
Delle nuove abitudini comuni scriverò, che è troppo presto per parlarne ora. Ora c’è da studiare il nemico e prendere le dovute contromisure 😉

… scrivere dei miei sogni del cassetto, dei calzini sotto il letto, del bardotto e del capretto, del miracolo che aspetto.

… scrivere di Venezia, delle mostre, del Ruyi, della luce e degli odori, dei silenzi e delle folle, delle distanze corte e larghe e stiracchiate, e delle sorprese che si colgono se si sta a naso in su. E di una bella serata in altana, però a Treviso.

… scrivere di fotografia, scrivere di cucina, di scrittura, in lingua italiana, inglese, francese o tedesca. Ottimo livello di comprensione, spiccata attitudine per i rapporti interpersonali, dinamicità.
(sì, sto scrivendo il cv)

Insomma, scrivere.

 
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Pubblicato da su 18 aprile 2012 in Uncategorized

 

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