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Archivio mensile:febbraio 2013

Work in progress

R e G: chi saranno mai i due protagonisti del racconto oggetto del contest? Lo scoprirete… fra non molto, su questo blog!

 
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Pubblicato da su 21 febbraio 2013 in giocogioco!, racconti

 

Lei viene?

Mi consenta… lei viene? E quante volte?

Non si fosse dimesso l’incappucciato vaticano, dovrebbe essere questa la notizia del giorno. Notizia che è invece già vecchia, già dimenticata oppure opportunamente insabbiata a dovere, al solito. Notizia su cui vorrei soffermarmi un secondo.

Solito comizio di Silvio, soliti tentativi di gigioneggiare per conquistarsi le simpatie degli astanti.
La (involontaria) spalla: una donna, dipendente della ditta Green Power, nel veneziano.
Il filmato mostra la “gag” già iniziata: lui che le chiede ” lei viene?”, lei che risponde e, solo in un secondo momento, si rende conto del doppio senso, e ride.
Ride, appunto.
Il comico si bulla della riuscita del numero, il pubblico va in delirio.
Vedetevi il filmato, dice tutto da solo.Vorrei mettere l’accento su un particolare.
Che non è la bassezza morale dell‘uomo politico (entrambi termini quanto mai generosi, visto il calibro del personaggio).
Quel che mi dà particolare fastidio, in tutta questa mise en place da campagna elettorale, è la supina condiscendenza di chi, come in questo caso la donna blu-vestita, subisce apertamente un simile pisciare fuori dal boccale, facendo buon viso a cattivo gioco.
Per non parlare degli astanti (uomini e donne) che rotolano dalle risate alla simpatica gag.
Ma, io mi chiedo, la dignità personale e di genere contano ancora qualcosa?
Il ruolo della donna si è davvero così svilito da poterne fare una oggetto di un copione palesemente sessista e di pessimo gusto? Per non parlare del fatto che saremmo in campagna elettorale e che magari sarebbe da attenersi a regole attenenti al buonsenso, per non parlare della responsabilità istutuzionale?
L’arroganza del potere è realmente così incontrastabile?
Quanto ancora lasceremo che si abusi della nostra intelligenza, ammesso che, come popolo almeno, ne abbiamo ancora una?
Infine, un’ultima domanda cui vorrei fossimo noi donne a dare risposta: dopo quanto fatto per (provare ad) emanciparci dalla dittatura maschile e per vederci riconosciuta una dignità pari a quella dell’uomo, siamo realmente disposte a farci trattare così? 

Ho sempre meno parole.
E il tutto, più che farmi rabbia, mi fa tristezza. Ma tanta.

 
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Pubblicato da su 11 febbraio 2013 in politica e seriosità

 

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10 inspiegabili capi di abbigliamento “alla moda”

Allora, premettendo che essere in ordine con l’abbigliamento fa sentire bene, è innegabile, e che ciascuno può vestire esattamente come crede, non riesco davvero a capire come certi capi non solo vengano proposti sulle passerelle, ma si vedano poi in giro, nel mondo reale, addosso alle persone comuni!
Voglio dire, tu, donna dal fisico a pera, sai benissimo che cosa valorizza i tuoi punti forti e mimetizza quelli deboli. Perché lo sai, non negarlo. E allora, perché ti ostini cocciutamente a vestire certe fantasie che sai benissimo ti allargano lì dove non dovrebbero, o a mettere quei bermuda orribili che espongono il polpaccio tozzo e il ginocchietto gonfio di ritenzione idrica?
Poi, ci sarebbe anche da discutere su chi segua le mode come fossero imprescindibili diktat, ma di questo, magari, parleremo un’altra volta.
L’oggetto di questo post sono quei capi impossibili, gli abiti, calzature, accessori di cattivo gusto o comunque importabili, che andrebbero radiati dai cataloghi di moda, dai negozi, dalle bancarelle, dai disegni degli stilisti, dai cartamodelli, e se mi viene in mente altro ve l’aggiungerò.
Capi che, secondo me, sono:


1. GLI UGG (uomo/donna)

ugg

Cioè, ma perché mai dovrei volere che il mio piede assomigli alla zampa di un dinosauro?
Dedee, tu che comprendi la mentalità downunder, spiegaci un po’ meglio perché queste calzature sarebbero da considerarsi carine e perché dovremmo venerarle, perché a me proprio ne sfugge il motivo.

2. LE ZEPPE (donna. Oddio… ma esisteranno anche quelle da uomo?)

zeppe

Come ben sapete, non ho alcun bisogno di tacchi o simili. Nonostante questo, sono democratica: i tacchi, tranne in alcuni casi, mi piacciono. I tacchi altissimi abbinati al plateau, ni (dipende dallo spessore del plateau). Le zeppe, no no e no. A meno di non essere ad una festa a tema anni ’50 al mare. Ma forse nemmeno in quel caso. Sempre che il sughero, inzuppandosi, non trascini sott’acqua la modaiola di turno, nel qual caso apprezzerei la selezione naturale.

3. GLI STIVALETTI TEXANI (uomo/donna)

stivaletti texani

Ammazzano il polpaccio, spesso hanno delle fantasie orribili (pitone, borchie, tamarramenti vari). La punta così appuntita, aborro. Il tacco, bleah.
Per non parlare di chi li indossa in estate.

4. I PANTALONI COL CAVALLO BASSO (donna/uomo)

pantaloni cavallo basso

Non sto parlando di quelli alla turca, che addosso a certe persone (per lo più donne) mi piacciono. Sto parlando dei pantaloni un po’ abbondanti nella zona in cui non batte il sole, che sembrano dire chiaro e tondo “me la sono fatta addosso”.
Ma che trauma infantile può aver subito uno stilista per volerci far indossare una cosa del genere?

5. LE FANTASIE ANIMALIER (uomo/donna)

fantasie animalier

In qualsiasi declinazione possibile. A me fanno un sacco mignotta attempata a caccia in balera. Se abbinate a rossetto fucsia, sono da fucilazione per direttissima.

6. LA FANTASIA BURBERRY (uomo/donna)

burberry

Posso tollerare il foulard. Quanto al resto, tanto vale indossare un plaid da picnic, che costa pure molto meno.

7. I LOGO ENORMI (donna/uomo)

logo

Baci Abbracci a caratteri cubitali sulle felpe, CK che sbuca dalla vita dei jeans, D&G sulla stanghetta degli occhiali, LV sulle borse (per la maggior parte tarocche). E’ davvero necessaria questa sovraesposizione del marchio? Pubblicità ambulante? Ma allora dovreste pagarmi voi, e scusa!

Ed ora, lo speciale moda uomo:

8. LE CAMICIE LUCIDE IN RASO O MATERIALI SIMILI (COMUNQUE LUCIDI)

camicia lucida uomo

Effetto Tony Manero assicurato.

9. LA MAGGIOR PARTE DEI GIOIELLI DA UOMO

anello uomo

Con pochissime eccezioni (collanina in corda con ornamenti in acciaio o collanina in cuoio – ma solo in estate e su petto glabro; braccialetti discreti e nei materiali sopraindicati), sono in genere abbastanza bruttarelli. Soprattutto quelli in oro giallo.
Il top (in negativo):
1. catenina d’oro, rigorosamente in oro giallo, col crocifisso che galleggia in un mare di peli
2. gli anelli da uomo, senza distinzione (fede a parte)
Last but not least:

10. IL COSTUME PERIZOMATO (per donna. Il perizoma per uomo risulta non classificato, nemmeno tra le mura domestiche)

costume perizoma

Sul perizoma ci sarebbe da dire molto. La sua comodità è dubbia; sicuramente ci sono delle differenze in questo senso a seconda del modello, ma sfido chiunque a sentirsi a proprio agio con uno spago infilato tra le chiappe. In secondo luogo, il perizoma dovrebbe essere indossato solo da chi abbia un sedere come quello in foto. Terzo, in spiaggia… ma perché? Piuttosto, il nudismo, che almeno è naturale, se uno si sente a suo agio a girare con tutte e pudenda di fuori. Insomma, io non sono particolarmente puritana; sono pudica, il che è diverso, ma per il resto, che ciascuno faccia quel che crede. Nei luoghi pubblici, però, ci sono dei confini sottili che non dovrebbero essere superati. E le chiappe al vento, pur se tonde, sode, lisce, passano leggermente quei confini, a mio parere.

Sono troppo nazi?

 
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Pubblicato da su 8 febbraio 2013 in costume e società, reprimenda, usi e costumi

 

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