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Archivio mensile:maggio 2012

10 cose di cui ho paura

paura
Non so perché mi abbia presa la mania dei decaloghi, boh.
Fatto sta che le ennesime scosse di terremoto mi han fatto venir voglia di scrivere delle 10 cose di cui ho paura, appunto. E quindi eccole:

1. i prelievi del sangue. Non svengo, non vomito, non strabuzzo gli occhi all’indietro recitando frasi in latino. Però, non li vivo così bene. Non so se ci siano profonde spiegazioni pscologiche a questa mia fobia, fatto sta che, da quand’ero bambina, la sera prima del fatidico giorno inizio ad entrare in agitazione, e fino a quando non esco dalla sala prelievi col braccio piegato non tiro un sospiro di sollievo.
Magari però è solo il digiuno a preoccuparmi.
E comunque, l’anno scorso ho subito l’infilzamento da parte di aghi grossi come tronchi di baobab senza battere ciglio, tiè.

2. tuffarmi. Basta chiedere al Coinquilino, che due anni fa, in Croazia, si spatasciava alla vista di me che non osavo buttarmi in acqua, oscillando prima su un piede e poi sull’altro, finendo per sedermi sugli scogli e immergermi dolcemente. Il tutto mentre la vecchina accanto a me eseguiva tripli carpiati.
Io col mare c’ho un rapporto un po’ così.

3. dopo aver visto un film dell’orrore, ho paura di TUTTO, indistintamente. Del tipo che inizio a tendere l’orecchio, sobbalzare ad ogni minimo scricchiolio, arrivando a fare le ronde per casa con la racchetta da tennis (o qualche altro attrezzo contundente) in mano.
Ecco perché non guardo più i film dell’orrore.

4. la morte non mi fa paura di per sé. Però ho paura di morire per annegamento, o arsa viva.
Magari qualche seduta di ipnosi regressiva potrebbe aiutarmi a capire perché.

5. il dolore. Fisico ed emotivo.
Come un po’ tutti, credo.

6. gli insetti pungenti. Anche Sally ne ha paura, per inciso. E quindi, se siamo assieme e sentiamo ronzare una vespa, fuggiamo a gambe levate in direzione ostinata e contraria.

7. non realizzare i miei sogni, rimanere ferma ai blocchi di partenza senza sapere cosa fare e come farlo.

8. diventare cieca. Sarà che ho cominciato a portare gli occhiali fin dai primi anni delle elementari, sono molto sensibile al problema vista. Non m’immagino a non vedere. Riuscirei, forse, a sopportare di non sentire. Ma non vedere, brrrr… Ecco perché vorrei partecipare ad una di quelle cene al buio, credo sia davvero un’esperienza illuminante
(gioco di parole, ah ah).

9. invecchiare male, nel senso di trovarmi, ad un certo punto della mia vita, invalida e/o incapace di badare a me stessa.

10. le cavallette. M’inquietano da morire, con quelle zampe lì.

 
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Pubblicato da su 30 maggio 2012 in eh?, paura

 

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10 cose che ho imparato dal terremoto della notte scorsa

1. E’ scientificamente sicuro che gli uomini si estingueranno prima delle donne: mentre tutte noi ci siamo svegliate, allarmate, abbiamo portato i figli in strada e rassicurato animali domestici impauriti, i nostri compagni, se non hanno continuato a dormire pacifici con la bolla al naso, hanno minimizzato l’accaduto:
          – Caro, il terremoto!
          – Ah, sì… dormi.
(uomini: se scomparirete dalla faccia della terra prematuramente, ben vi sta)

2. Non devo più andare a letto indossando i miei adorati pigiamoni sformati e flanellosi. D’ora in poi, biancheria curata, pigiama nuovo o sottoveste, capelli in ordine, trucco e due gocce di Chanel numero 5. Almeno, se dovessi essere intervistata in quanto sfollata, farei un figurone.

3. Meglio avere un tavolo robusto di mogano che uno di quei moderni e fighissimi tavoli col piano in vetro: a parte che sul secondo si vedono le ditate, il primo è decisamente più affidabile nel caso in cui uno ci si debba riparare sotto. Quindi, questo pomeriggio, tutti dal rigattiere.

4. Da oggi sposterò la camera in cucina: più vicina alla porta d’ingresso. Oppure, meglio ancora, pianterò una tenda in giardino. Per la stagione fredda, mi organizzerò con una stufetta.

5. O magari potrei riconsiderare del tutto la mia vita e trasferirmi su qualche isolotto in territorio non sismico e vivere di coltivazione di canna da zucchero.

6. Il calendario Maya sarà d’ora in poi appeso alle pareti di ogni stanza di casa mia. A proposito, la prossima data critica sarà il 5 giugno.
Io chiedo ferie.

7. Facebook è diventato davvero il più veloce sistema di circolazione delle notizie e di condivisione delle esperienze. C’è anche chi considera ridicolo mettersi a scrivere alle 4 di mattina, in diretta, quello che sta accadendo. Però, sinceramente, se il tuo compagno se la dorme beato e tu sei lì, paralizzata dal terrore, che cosa fai? Accendi il cellulare e rispondi agli amici (anzi, scusate, alle amiche) altrettanto in ansia.

8. Sentirsi non sicuri in casa propria è davvero una brutta sensazione. Un po’ come quando irrompono i ladri.

9. I terremoti vengono sempre di notte, per coglierci alla sprovvista. Maledetti.

10. D’ora in poi, mai più senza:
– un piano d’evacuazione congegnato nei minimi termini,
– una borsetta d’emergenza stipata di cose indispensabili,
– due coperchi di latta di fianco al letto per dare l’allarme all’ignaro Coinquilino.

 
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Pubblicato da su 21 maggio 2012 in terremoto

 

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10 cose che ho imparato nelle prime settimane di convivenza

convivenza
1. Il Coinquilino è più preciso e ordinato di me. Però, le pulizie le faccio quasi sempre io.
Corollario. essendo vissuta da sola per 8 anni, non riesco a delegare, preferendo arrangiarmi.
2. A cucinare per due, mangio sicuramente in maniera più sensata di quando sono da sola. Il problema è che il Coinquilino è una buona forchetta, e che io mi lascio facilmente trascinare nella spirale mangereccia. Quindi fra 20 anni sarò presumibilmente così.
3. Io sono molto più pragmatica di lui. Dialoghi-tipo:
– a. C: “E’ strano però: in casa tua mancano completamente piante e fiori”
      Z: “Tanto poi muoiono”
– B. C: “Però guarda qui in bagno: non ci starebbe bene un asciugamano con ricamato BENVENUTI?”
      Z: “Eh? RICAMATO?”
4. Considerati i miei turni e i suoi viaggi di lavoro, non ci vediamo molto più di prima.
5. Lui ama avere un sottofondo, fin dal mattino. Radio, tv, tutto fa brodo. Io preferisco il silenzio.
6. Non bestemmia, non rutta, non scoreggia a sproposito.
7. La sera, se ho sonno vado a letto, leggo qualche pagina di un libro per rilassarmi e cerco di addormentarmi al più presto. Il Coinquilino, invece, si schianta sul divano, fa un po’ di zapping, si assopisce per un paio d’ore, fino a deambulare come uno zombie verso il talamo, intorno alla mezzanotte, bofonchiando “che sonno, pi, che sonno…”.
8. Ad entrambi piace, la sera, sorseggiare una tazza di tè mentre ci raccontiamo gli avvenimenti della giornata. E’ la nostra piccola, prima abitudine comune!
9. Mi piace trovarlo a casa quando rientro, o aspettarlo se torna più tardi di me.
10. Dovrò fare in modo che lui e Sally si amino, invece di sopportarsi.


 

 
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Pubblicato da su 10 maggio 2012 in usi e costumi

 

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La mano sul ginocchio

La sua mano appoggiata sul mio ginocchio sinistro, mentre guida verso casa.
Il tocco familiare, caldo, che saprei riconoscere anche ad occhi chiusi.
Inconfodibilmente suo.
Stiamo in silenzio, mentre andiamo verso un cielo plumbeo. La radio che fa da sottofondo.

È solo allora che sai di aver trovato qualcuno davvero speciale: quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace

E così, pacificata dal tocco gentile di quella mano, osservo il degradare delle colline, i vitigni che scorrono veloci.
E penso a quelle altre mani che si sono appoggiate su quello stesso ginocchio: mani allegre, mani spavalde, mani lascive, mani malinconiche, mani non innamorate, mani passate ma non dimenticate.
Ognuna con la sua storia, ciascuna, per qualche momento, per qualche motivo, parte di me.

 
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Pubblicato da su 7 maggio 2012 in pensieri sparsi

 

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Pubblicato da su 3 maggio 2012 in racconti

 
 
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