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Archivio mensile:aprile 2012

Felice 25 aprile

Non ce l’abbiamo con i neri e gli africani
solo non vogliamo che ci rubino il lavoro.
Non ce l’abbiamo con gli omosessuali
solo non vogliamo che ci contaminino col loro morbo.

Questa è una destra nuova che vuole battersi per il
rispetto della civiltà e della democrazia.

Non ce l’abbiamo con gli zingari,
solo non vogliamo che mettano in pericolo
la nostra comunità.
Non ce l’abbiamo cogli extracomunitari,
solo non vogliamo che occupino le nostre case.

Questa è una destra nuova che vuole mettersi
dalla parte del cittadino e del lavoratore.

La pelle, la lingua, la razza non c’entra.
E se non capite questo siete degli ebrei!

Corrado Guzzanti

 
1 Commento

Pubblicato da su 25 aprile 2012 in bilanci

 

Come accennato più sotto…

collage

PRIMA O POI VI AVREI PARLATO DELLE 10 COSE CHE MI PIACCIONO E DELLE 10 CHE NON MI PIACCIONO (o perlomeno, delle prime 10+10 che mi verranno in mente). E quindi, lo farò ora.

10 cose che mi piacciono:

1. il profumo del pane fresco
(del tipo che quando lavoravo per una compagnia di assicurazioni, l’ufficio era al primo piano di un palazzo il cui pianterreno era occupato da una panetteria. Non vi dico il profumo per le scale…)

2. il profumo del caffè al mattino
(anche se io il caffè praticamente non lo bevo, solo qualche volta dopo pranzo. Rigorosamente di moka. Oppure – ecco, ora so di dire una cosa blasfema per l’italiano medio – apprezzo il caffè americano, quello lungo come la divina commedia, che lo inizi al mattino e lo finisci, forse, il mattino dopo. E grazie a quegli assurdi bicchieroni termici, rimane sempre miracolosamente bollente)

3. coricarmi tra lenzuola fresche di bucato
(in una nuvola di profumo di ammorbidente. Se fuori piove, poi, allora è proprio una goduria coi fiocchi)

4. entrare in una libreria
(dalla quale rarissimamente esco a mani vuote. Ad esempio, negli ultimo due giorni ho acquistato 5 libri, iniziandone già 2 – la prima sera uno e ieri l’altro. Per la cronaca, credo mi piaccia di più il secondo – L’imbattibile Walzer. Comunque, in genere, difficilmente sto dietro alle mie smanie di shopping cartaceo, comprando più di quanto non riesca poi umanamente a leggere. Anche perché a volte mi capita pure di aver voglia di ri-leggere qualcosa che ho già, incasinando la catena. E a volte mollo lì dei libri da poco iniziati, che effettivamente avevo scelto alla cazzo, tipo perché mi piaceva l’illustrazione in copertina)

5. invitare gente
(a mangiare, a dormire. Mi piace avere compagnia e fare la padrona di casa, cucinare, pensare a come andrà una serata da me. Forse, nella mia vita precedente vivevo in una comune hippie, o magari ero un’ostessa)

6. i pantaloni a zampa
(moda o non moda, chissenefrega. Li adoro. Fortuna che ho le gambe lunghe due metri, altrimenti l’effetto sarebbe davvero triste. E poi, mascherano divinamente il culone)

7. fantasticare
(quand’ero piccola, amavo, qualche sera, andarmene a letto esageratamente presto non perché avessi sonno, non per dormire, ma per starmene al calduccio sotto le coperte e costruire castelli in aria, un po’ su tutto. Mi sa che ero un po’ disadattata. Però lo faccio ancora)

8. baciare
(non dico di non apprezzare tutto il resto, per carità, ma baciare è forse la parte migliore dell’intimità col partner. Il primo bacio, il momento precedente, in cui sai che sta per succedere, poi… il massimo. E da un bacio si può capire davvero un sacco di una persona, e se ci sarà intesa con essa, non necessariamente sotto le lenzuola)

9. i film di Natale
(nel periodo natalizio, a scanso di equivoci. Ma non i cinepanettoni, intendo le vecchie glorie, tipo Miracolo sulla 34a strada o La vita è meravigliosa. Mi regalano uno stato d’animo magari un po’ stucchevole, ma comunque intonato al periodo)

10. il lime e lo zenzero
(vabbè, sono due, ma anche i film di Natale sono più di uno, eppure me li avete passati… Non siate troppo precisini, suvvia! Comunque sì, il lime e lo zenzero, che ultimamente ho la tendenza a cacciare in tutti i piatti, con risultati sempre abbastanza soddisfacenti. Un giorno proverò gli spaghetti olio aglio lime e zenzero e vi farò sapere) 
 

10 cose che non mi piacciono:

1. quelli che, al semaforo, mi si affiancano a sinistra facendo rombare il motore, pronti a bruciarmi in partenza
(di solito, divento una iena e li ripago con la stessa moneta, sgommando che neanche Schumacher. Che soddisfazione)

2. le gocce d’acqua sul piano del mobile-bagno
(quando le vedo, che siano state prodotte da me o da altri, prendo un pezzo di carta igienica e le asciugo. Ma maledico con tutte le mie forze l’esasperante inestetismo e l’imperitura minaccia del calcare)

3. l’umorismo dei Monty Python
(personalmente non lo capisco, non mi fa ridere, non mi… ecco, non mi. Però in passato non mi piaceva nemmeno Frankenstein Jr, eppure ora lo adoro) 

4. i prelievi del sangue
(non sono di quelli che svengono appena vedono una siringa, ma in genere non mi vivo quei momenti con tranquillità)

5. stirare le camicie
(cioè, anche stirare tout court, ma le camicie proprio no. Il dramma è che adoro invece indossarle)

6. il Carnevale
(sarà che quand’ero bambina non avevo mai il vestito che avrei voluto, e che comunque odiavo travestirmi, così come pure odiavo le assurde sfilate che ci facevano fare per la città, mascherati da deficienti, e che a Venezia c’è sempre un delirio immane a Carnevale, e che le maschere tradizionali son veramente deprimenti, per non parlare dei gruppi di amici maschi che girano per la città il sabato sera sull’onda dell’ideona “ohi, vestiamoci da donne!”, ecco, sarà per tutto questo che il carnevale mi mette ansia dal 7 gennaio fino a martedì grasso)

7. “scambiatevi un segno di pace”
(alzi la mano chi non ha mai vissuto con una certa apprensione questo momento)

8. Topolino, Beep-beep. Titti, Jerry, i Puffi
(ovviamente, tifavo per i cattivi. Nemmeno Penelope Pitstop riscuoteva granché le mie simpatie: troppo facile farsi salvare ogni volta dal nerboruto di turno. E il femminismo? Topolino, poi, è un insulso saccente rompicoglioni)

9. gli stivali alla texana
(indistintamente, sia nella versione femminile che in quella maschile. Abbinati con qualsivoglia indumento, realizzati in tutti i colori o con qualsiasi materiale, a punta o meno. Mi sanno di tamarro) 

10. avere torto
(e invece, temo di averlo più spesso di quanto vorrei)

 
8 commenti

Pubblicato da su 21 aprile 2012 in bilanci

 

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Oggi i’ vorrei…

… scrivere un post fighissimo, tipo sul film Diaz che ho visto ieri sera, e che non mi ha lasciata dormire stanotte. E parlare del mio paese, delle cose strane che vi succedono, con la sconsolata rassegnazione di una madre dal figliuolo scapestrato che, scuotendo la testa, confida alle cognate che “accidenti, non cambierà mai”.

… scrivere un post sulle mie peripezie al lavoro, sulla partecipazione ad estenuanti giornate di sciopero e manifestazioni e presidi e assemblee. Attività che, peraltro, mi hanno fatto guadagnare una serie di prime pagine sui quotidiani locali e una presenza imperitura sul web.

… scrivere delle 10 cose che mi piacciono e delle 10 che non mi piacciono.
Ed è qui che sarebbe uscito tutto il mio spessore intellettuale, oh sì.

… scrivere degli scambi di figurine COOP, scendendo a ritroso fino ai bei tempi dell’infanzia e a quando guardavo quel coacervo di promiscuità incestuose che è Georgie.

… scrivere un post sugli hipster, sui lavori astrusi che vorrei fare e sulle vite che, esistesse la reincarnazione, sarei curiosa di vivere.

… scrivere della convivenza, del nuovo look della mia (e non solo ormai…) casetta, dell’approccio IKEA sì/IKEA no, delle vecchie abitudini da single (mie), delle vecchie abitudini da single (sue).
Delle nuove abitudini comuni scriverò, che è troppo presto per parlarne ora. Ora c’è da studiare il nemico e prendere le dovute contromisure 😉

… scrivere dei miei sogni del cassetto, dei calzini sotto il letto, del bardotto e del capretto, del miracolo che aspetto.

… scrivere di Venezia, delle mostre, del Ruyi, della luce e degli odori, dei silenzi e delle folle, delle distanze corte e larghe e stiracchiate, e delle sorprese che si colgono se si sta a naso in su. E di una bella serata in altana, però a Treviso.

… scrivere di fotografia, scrivere di cucina, di scrittura, in lingua italiana, inglese, francese o tedesca. Ottimo livello di comprensione, spiccata attitudine per i rapporti interpersonali, dinamicità.
(sì, sto scrivendo il cv)

Insomma, scrivere.

 
10 commenti

Pubblicato da su 18 aprile 2012 in Uncategorized

 

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