RSS

Archivio mensile:marzo 2012

Come capire che non sei più giovane

giovanilismo

1. Inizi ad osservare con interesse le auto comode, alte, spaziose.

2. Il concetto di “all inclusive” sostituisce quello di “inter rail”.

3. I Mondiali per eccellenza sono quelli dell’82.

4. I calciatori sono tutti più giovani di te (questa in realtà devo averla letta da qualche parte, ma la faccio mia).

5. L’imperante revival degli anni ’80 per te non è una moda figa ed originale, ma solo il ritorno di un incubo stilistico.

6. Guardi Zac Efron o Justin Bieber pensando che, anagraficamente parlando, potrebbero essere tuoi figli.

7. E soprattutto, ti chiedi CHI siano Zac Efron e Justin Bieber.

8. Usi tutte le vocali quando scrivi un sms

9. Musicalmente parlando, sei fermo al brit pop degli anni ’90, l’ultima vera ondata degna di considerazione.

10. Il mal di schiena che ti è fedele ti impedisce di saltare i fossi per lungo. No, perché ai miei tempi sì che ero capace!

Piatto del giorno: Latte e Nesquik.
Goditelo, pensando alla madeleine proustiana. Tra un po’, quando inizieranno a caderti tutti i denti, diventerà il tuo principale alimento.

 
19 commenti

Pubblicato da su 29 marzo 2012 in usi e costumi

 

Tag: , , , , , , ,

Rien ne va plus

fold

Il 29 marzo 1999 sedevo seminuda su una panchina di Padova, schiuma da barba nei capelli e una bottiglia di vino a mò di bombola da sub, mentre gli amici festanti intonavano “dottore dottore dottore del buso del cul vaffancul vaffancul” (barbara usanza molto comune da queste parti).

Il giorno dopo mi sentivo sospesa su una nuvoletta, la testa piena di elio, e un sacco di incertezze nel cuore.

Iniziai a mandare in giro curricula, che la maggior parte delle volte non avevano alcun riscontro.

Presa dallo sfinimento e dalla voglia di fare qualcosa, me ne andai a far panini al Mc Donald’s dietro Piazza San Marco. Il lavoro era divertente, nelle ore di punta non si riusciva a star quasi dietro al flusso di turisti, pulire il bagno era un’agonia (non vi dico cos’hanno visto i miei occhi, bluargh!), ma eravamo tutti giovani, eravamo a Venezia, bevevo milkshake ogni santo giorno e mi son fatta pure il Redentore a sbafo, tiè.

Seguì una gestazione di nove mesi in una compagnia d’assicurazioni. Ero a dir poco negata per quel lavoro. E contando che in quell’ambito si campa solo con le provvigioni, il conto è presto fatto. Fortuna che la mia capa mi passava qualche contratto per coprire almeno le spese della benzina.

L’estate successiva facevo la centralinista presso un corriere espresso. Lavoro non male, ambiente di pazzi. Ogni giorno tornavo a casa verde in faccia, avevo degli orari tremendi, le colleghe erano piacevoli come afte in bocca, tanto che le sorellastre di Cenerentola, al confronto, ne escono come due sante donne, e i padroni della baracca due idioti.
Ma mi son data una svegliata clamorosa.

In settembre, dopo essere stata licenziata (con un mese di contributi in meno, il danno e la beffa), ho re-iniziato con richieste, concorsi, colloqui, tra cui quelli da sogno: Feltrinelli e Alitalia. Il primo non andò benissimo, il secondo invece sì. E anche gli altri. Nel mezzo delle proposte di lavoro che finalmente stavano iniziando a fioccare, ecco arrivare una chiamata.

Casinò di Venezia, 2 novembre 2000. Inizio a lavorare nell’ufficio in cui sono tuttora.
Mi abituo ai turni, trovo dei colleghi simpatici, ho un buon stipendio e ferie in quantità.
L’azienda è, in sé, strana: troppa politica, un’organizzazione dei dipendenti che assomiglia molto al sistema indiano delle caste, un’avidità soffusa che permea tutti gli strati.
Ma le cose van bene e c’è modo di crescere e starsene tutti pacifici e satolli.

Finché inizia la crisi.
Il bilancio comunale si aggrava, non si fanno investimenti. Le risorse vengono pian piano dilapidate, si iniziano a prospettare periodi duri e alternative non felici.

Fino a giungere alla situazione attuale: lo spettro della privatizzazione. O meglio, subconcessione, perché la proprietà deve rimanere comunale.
Ipotesi che porta con sé un sacco di incertezze: occupazionali e salariali in primis, e poi chissà cos’altro c’è a bollire davvero in pentola.
Aggiungo solo che non c’è alcuna forma di amortizzazione sociale prevista dal nostro ente previdenziale, che la discussione sull’articolo 18 non fa che aggiungere fumo, e che l’attuale scenario lavorativo non lascia ben sperare (il miracolo eonomico del Nordest è più che un lontano miraggio).

In sintesi, la parabola è chiara, e mette amarezza: perché l’andazzo è fin troppo noto, perché la mala gestione della cosa pubblica (o quasi) non fa che ricadere su chi lavora. Certo, non mi aspetto che noi lavoratori del Casinò otteniamo la stessa simpatia degli operai della Vinyls, per dire. Ma siamo comunque 600 persone che rischiano molto. E se mi può star bene rinunciare ad una parte del mio stipendio o delle mie ferie, perdere il mio posto di lavoro mi metterebbe in una situazione certamente più difficile.

Sto cercando di ragionare sul da farsi, a metà fra il pessimismo e la fiducia nelle mie capacità.
Sto pensando di iniziare a mandare in giro curricula, ma non per questo voglio mollare il colpo.

Insomma, ho paura, ma provo a rilanciare.
E a chi mi dice che il posto fisso è cosa superata, sputazz sputazz.

 
20 commenti

Pubblicato da su 16 marzo 2012 in bilanci, frugalità, pensieri sparsi

 

Tag: , ,

Il Quizzone

quiz

Cari amici, ecco a voi il Quizzone!
Un divertente gioco multidisciplinare che metterà alla prova la vostra memoria, le vostre conoscenze e abilità.
15 domande di varia difficoltà su cinema, musica, curiosità, cui siete chiamati a rispondere in maniera spontanea, senza googolare, mi raccomando.
Il primo/la prima di voi che risponderà correttamente a tutte le domande, vincerà UN MAPPAMONDO (cit.).
Ogni tanto, random, vedrò di aiutarvi.

Siete pronti? Allora, indossate le cuffie, prendete in mano il pulsantone e cominciamo!

IL QUIZZONE

1. Come si chiama l’amante di Sally con cui la ragazza avrebbe avuto un’appassionata storia di letto, cosa secondo Harry impossibile a causa del nome di lui?

2. Qual è il vero nome di Freddie Mercury? In quale stato nacque e trascorse la sua infanzia?

3. Qual è il titolo originale del film Se mi lasci ti cancello?

4. In quale celebre edificio furono girati gli esterni della casa del film Rosemary’s baby? Come si chiamava la moglie del regista Roman Polanski, uccisa da Charles Manson nella sua casa di Beverly Hills? Chi interpreta la protagonista femminile del film? Qual è il sottotitolo del film (in italiano)?

5. Qual è il dipinto più pagato nella storia (dati aggiornati al 4 febbraio 2012; per la cronaca, l’opera è stata battuta a 250 mln di $) ?

6. Come si chiamano gli abitanti di Caltagirone nella loro doppia accezione? (è severamente vietato dal regolamento fare battute quali “Mario, Gino, Paolo”)

7. Secondo l’organizzazione Euromonitor International, quali sono le 10 città più visitate dai turisti nel mondo (dati aggiornati al 2011)?

8. Quale atleta corse per primo i 100 metri piani maschili scendendo sotto la soglia dei 10 secondi?

9. Qual è il vero nome di Tony Rocky Horror (Pulp fiction)? Perché fu gettato dal balcone dagli scagnozzi di Marsellus Wallace?

10. Qual è la serie tv britannica di fantascienza più longeva? Da quale anno va in onda?

11. Qual è il primo lungometraggio d’animazione prodotto dalla Disney, considerato come il primo Classico Disney? In quale anno?

12. Come si chiamava l’uomo più alto mai vissuto nel mondo? Quanto era alto?

13. Quante volte fu eletto Presidente degli Stati Uniti d’America Franklin D. Roosevelt?

14. Il musical Il fantasma dell’Opera ha spento, lo scorso 11 febbraio, un numero impressionante di candeline. Quante repliche sono state messe in scena a Broadway dalla sua prima rappresentazione?

15. Qual è la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto?

Ok, siete pronti? Sì?  E allora… VIA! Rispondete! Vediamo chi di voi si aggiudicherà il titolo di Campione del Blog.

Piatto del giorno: la merenda del concorrente
Noci e miele, 3 fragole, un bicchiere di latte. Leggero e nutriente, favorisce la concentrazione e stimola la diuresi. Plin plin.

 
18 commenti

Pubblicato da su 13 marzo 2012 in quizzone

 

Tag:

Il finto intellettuale (secondo me)

finto intellettuale

Prendendo a spunto un post di Banjoloz, che a sua volta si rifà ad un divertente articolo, provo a definire anch’io, sulla base di esperienze di vita vissuta e di persone conosciute (… me stessa compresa), questa categoria di umanità altresì nota come “il finto intellettuale”.

1. Atteggiamento di base: understatement.
Fosse anche ricco come Paperone, il finto intellettuale non si bulla dei suoi feticci, che pure sono sempre giusti e curati, e non adotta uno stile leccato e impomatato, preferendo un’apparenza più dimessa e casual.
Ogni ambito della sua vita è segnato da questo atteggiamento di base. Vediamo come.

2. Aspetto
Se uomo, spesso porta una barba apparentemente incolta; i capelli saranno spettinati ad hoc, con ostentata noncuranza.
Se donna, userà non colorare i capelli (soprattutto se omogeneamente grigi, perché il colore argento dona ed è di tendenza), oppure li tingerà con prodotti naturali non testati su animali (es. henné), o infine con tinte improbabili, tipo “rosso lichene d’Islanda”.
Frequenti sono gli occhiali dalla montatura nera e grossa, come pure i maglioncini dolcevita che fanno molto Parigi in b/n.
Oggetto posseduto con frequenza: borsa Freitag (unisex), borsa di stoffa o lana infeltrita del commercio equo e solidale (per lei), tracolla di cuoio (per lui).

3. Alimentazione
Per il finto intellettuale, le parole d’ordine in ambito alimentare sono:
a. slow food (“vuoi mettere quanto più buona è la farina di farro prodotta dall’azienda a conduzione familiare della Val Brembana?”)
b. equo e solidale (“poveri contadini della Bolivia sfruttati dalle multinazionali… Andiamo all’equo e solidale, il caffè Delicia negra y hermosa è buonissimo”)
c. etnico: non nel senso di cinese, ovviamente, andremo mica a foraggiare la mafia dei musi gialli? Ricercati sono i ristoranti libanesi, argentini e simili
d. bio: se il cibo non è bio, il finto intellettuale affronterà digiuni ghandiani. Tenetene conto se dovrete organizzargli una cena
e. kamut: il kamut è una manna per il finto intellettuale, che non vedrà l’ora di raccontare agli amici i pregi di questo cereale conservato fin dall’Antico Egitto.
f. vino, birra ecc: il vino dovrà essere di qualità superiore, comprato nella cantina che solo lui sa; il corso di degustazione frequentato in passato lo porterà a far notare i rari effluvi sprigionati dai calici color ambra (“non sentite questo profumo di pesco della Mesopotamia?”). La birra dovrà essere rigorosamente artigianale, l’acqua microfiltrata o del rubinetto, il whisky torbato e liscio
g. cioccolato: se non è fondente almeno al 99%, nisba.

4. Alloggio
Stile di arredamento: moderno, con pezzi di design (la chaise longue di Le Corbusier e la lampada di Castiglione lo fanno orgasmare di brutto) e tocchi etno chic.
Preferibilmente in casa di legno.

5. Hobby
Il finto intellettuale adora le rassegne e gli happenings. Va frequentemente a teatro, al cinema, a concerti.
Non disdegna l’aperitivo e il brunch.
Adora Woody Allen, il cinema russo e francese (possibilmente in lingua originale con sottotitoli).
Musica ascoltata: progressive rock, jazz, classica, contemporanea, opera, musica dodecafonica, Frank Zappa.
Apprezza le fasi iniziali di tutte le band, prima che queste diventassero “commerciali” (“i Radiohead di Pablo Honey sì che avevano un senso”). Collezionista di bootleg.
Ascolta principalmente le web radio e adora scaricare podcast.
Possiede (o sogna) un impianto di amplificazione Bang e Olufsen.

6. Letture
Camilleri, Faletti, Stieg Larsson sono per lui fumo negli occhi.
Moravia, Anais Nin, Steinbeck, Hemingway, Pasolini, Sartre i nomi da non far mancare alla propria libreria.
Tra i poeti, Tagore e Hikmet sono i più citati.
L’informazione avviene principalmente attraverso Il fatto quotidiano e i siti di giornalismo indipendente.
Sa tutto di spread e speculazioni bancarie internazionali.
Potendo, collezionerebbe prime edizioni.
Oggetto feticcio per eccellenza: Kindle, che riempirà di volumi e volumi (scaricati), senza leggerne nemmeno uno.

7. Mezzi di locomozione
Bicicletta, Vespa, 500, Mini Cooper, mezzi pubblici, car pooling, bike sharing.
Rimane però un nostalgico della 2 cavalli e della Dyane.
Nostalgia è in realtà un sostantivo che gli si confà in tutto e per tutto, perché nulla può essere migliore di quello che è stato.

8. Shopping
Disdegna i centri commerciali, preferendo il negozietto sotto casa, l’alimentari specializzato in alimenti vegani, il Paradiso delle spezie bio, la ferramenta a conduzione familiare, il calzolaio dal retrobottega che profuma di cuoio e vernici.
Uniche concessioni alla grande distribuzione: IKEA e Feltrinelli.
Adora girare per mercatini e i rigattieri.

9. Sport
Raramente considera calcio e body building degni di nota, sia dal punto di vista di spettatore che di atleta.
Predilige gli sport più o meno di nicchia, come il curling, il tiro con l’arco, il ciclismo, il triathlon, il rugby (profonda metafora di vita).
Dopo i 30, si appassiona alla corsa e, nel giro di pochi mesi di strenua preparazione atletica e alimentazione controllata, affronta la sua prima maratona.
Obiettivo finale: New York.

10. Viaggi
Bed and breakfast nelle città europee, agriturismo in Italia.
Toscana, Marche, Umbria, Basilicata le mete nazionali preferite.
In Europa, si dirigerà con frequenza verso Berlino – nuovo ombelico del mondo, Praga, Budapest, tutto il nord con preferenza per Svezia e Islanda.
Nel mondo, predilige viaggi quali “il Tibet in sacco a pelo”, “Tuttonepal”, “la Tierra del Fuego a cavallo”.
Non si rivolge alle grandi agenzie di turismo, orientandosi verso il fai da te e verso le agenzie specializzate in viaggi eco-umanamente-sostenibili.

Ricetta del giorno: Farro integrale con funghi porcini del Comelico al profumo di dragoncello, Panagiotopoulos Chardonnay Bio in calici di vetro soffiato a mano dalla premiata ditta di vetrai artigianali di Murano, leader nel settore da quattro generazioni.
Piatti ereditati dalla nonna, tovagliette Brunsktorp IKEA ®

 
14 commenti

Pubblicato da su 3 marzo 2012 in usi e costumi

 

Tag: , , , , , , , , ,

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: